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lunedì 23 aprile 2012

Una femminista pentita


Una bellissima lettera di una ragazza di 27 che prende coscienza di quello che sta succedendo. Da Uomini3000.it
Gentili lettori,
sono una ragazza di 27 anni, e vorrei parlarvi della mia esperienza nonché esprimere dei pareri e delle considerazioni sulla condizione maschile.
Innanzitutto questo sito è ben fatto e ha dato conferma a molti miei dubbi.
Sono una femminista pentita: sono uscita dalle maglie di questa follia solo da qualche anno, e, sinceramente, sto psicologicamente molto meglio. Anzi, a dirla tutta, sono rinata. Premetto che non voglio assolutamente lodare il genere maschile e svilire quello femminile.
Devo ammettere che non è stata tutta colpa mia sia in quanto ho subito un radicale lavaggio del cervello fin da piccola, in quanto il contesto sociale e culturale a cui appartengo, come tutti voi ben sapete, ha sempre messo in primo piano la donna e le sue esigenze. Ciò è accaduto soprattutto negli anni 90, quando ero poco più che ragazzina; o forse esisteva anche prima, ma non me ne rendevo conto.
Sono cresciuta in un ambiente di sole donne composto da mia madre, mia nonna materna, mia sorella maggiore. Mio padre era sempre fuori per lavoro, e quel poco tempo che trascorreva a casa non si occupava direttamente di noi (comunque non ho nulla contro di lui, quando ho bisogno di un suo consiglio, c’è sempre).
Da bambina per me la società era composta da femmine, che giocavano con i giochi adatti a loro e da maschi, che giocavano a pallone, giravano in bicicletta e combinavano qualche malanno…e da qui cominciò il lavaggio del cervello.
I maschi per il semplice fatto di essere tali in aggiunta al loro modo di stare assieme, al loro cameratismo, al fatto che erano sempre sudati e sporchi di terra, erano negativi, un qualcosa da cui stare distante. Noi bambine invece rappresentavamo ( o meglio: eravamo costrette a rappresentare) la totale positività, e tramite questa, dovevamo dare buon esempio e convertire il maschile alla retta via.
A casa mia madre e mia nonna ringraziavano il cielo perché non c’erano maschi: le famiglie a maggioranza maschile erano viste con compassione, mentre quelle a maggioranza femminile glorificate al massimo.
Quando avevo circa 8 o 9 anni mia sorella aveva un fidanzato che si trovava a Tolmezzo per il servizio di leva. Ogni sera pregava per lui e baciava la sua foto. Per me era un gesto incomprensibile e quando le ho chiesto il perché di quel rito ridendo, mi ha risposto con tono greve: "Adesso lui è in caserma ed è dura."
Qualche tempo dopo ho chiesto a mia madre se solo i maschi facevano il militare; la risposta un si piuttosto soddisfatto. Ho osato così esprimere il mio dispiacere perché gli uomini vivevano lontano da casa, da loro famiglia, dalla fidanzata e dagli amici.
Lei mi ha zittito facendomi capire che non era nulla di tanto grave, che anzi se lo meritavano.
Da ragazzina ho inoltre assistito a una situazione famigliare a dir poco imbarazzante e tremendamente raccapricciante a livello psicologico. Sono stata in vacanza in montagna con un gruppo di amici con cui condividevo la passione per uno sport; con noi c’era un bambino, di 8-9 anni parente di una persona che era con noi.
Era molto aggressivo verbalmente e manesco perché in famiglia era maltrattato.
Appena me lo avevano riferito, io ero rimasta esterrefatta: nella mia ingenuità, pensavo che storie di maltrattamenti contro i bambini appartenessero all’ immaginario televisivo legato al "Telefono Azzurro"o al massimo al programma "Chi l’ha visto" e poi, erano cose che succedevano distante, in altri paesi e a persone che non conoscevo. Invece era li, a pochi centimetri da me.
Ribollivo di rabbia ogni volta che mi offendeva, e solo ora mi rendo conto che non era diretta a lui, ma a coloro che lo avevano reso così. Perché poi? Cosa ci poteva essere di sbagliato in un bambino sano e intelligente? Ovvio: il sesso.
La madre voleva a tutti i costi una femmina e fin dalla nascita lo ha umiliato il più possibile: offeso di continuo, senza affetto, senza aiuto morale, senza rispetto e una sana educazione. Ma la cosa che più mi urtava era il fatto che tutti appoggiassero la madre ("non aveva avuto una femmina, bisognava capirla povera…", questo era il ritornello-spiegazione all’epoca) nonostante sembrasse loro assurdo maltrattare un figlio in quel modo. Voi adesso vi starete chiedendo se c’era un padre. Certo che c’era, ma cosa aspettarsi da una persona senza spina dorsale?
Nonostante questi fatti che mi avevano colpito, ho proseguito la mia strada in una confusione totale: i maschi c’erano, esistevano e noi dovevamo eliminarli e rifiutarli per il fatto che non erano donne.
Sono poi venuti ad aggiungersi tutti quegli insulsi rotocalchi (che all’epoca per me sembravano un’illuminazione divina su come vivere, cosa dire e cosa fare ecc.) che cominciavano allora a non occuparsi più solo di moda, ma anche della condizione femminile e dei problemi ad essa correlati.
Ammetto però che era un qualcosa a tinte pallide, non aveva ancora raggiunto i livelli di aggressività patologica tipici di molte riviste di oggi.
Così ho cominciato a rivedermi in quelle situazioni, che a volte nemmeno ero in grado di capire, tutto a causa del lavaggio del cervello fatto in famiglia e dai mass media, il tutto condito da una bella dose di immaturità.
In questo modo mi ero completamente alienata da me stessa, dalla mia femminilità che c’era eccome, ma mi rifiutavo di vederla perché mi ero trasformata in un ragazzo mancato. Scopo nella vita: distruggere gli uomini far vedere che si vale più di loro (anche se, ad essere onesta, non li ho mai insultati tanto quanto fanno certe ragazze oggi, un limite alla cosa c’era, eccome). Lo so: grande follia, come l’annullamento dei generi. Ho avuto qualche relazione in questi anni e l’ultima è stata cruciale, perché al suo termine mi ha gettato in una confusione tale che mi ha fatto capire, fortunatamente in tempo, quando avessi io stessa smarrito la retta via.
Ho cominciato così a interrogarmi sulla mascolinità e i suoi valori, su quello che è un uomo effettivamente. E non corrisponde a mio avviso a tutto ciò che si legge nelle rubriche e nei giornali dove viene svalutato e attaccato. Per nulla.
Da quel momento mi si è tolto il velo di Maya e ho visto tutta la realtà con altri occhi, perciò quanto i ragazzi in realtà fossero imbavagliati, quanto le ragazze sfoggino superiorità a destra e a manca (salvo poi scimmiottare comportamenti maschili alquanto esecrabili come bestemmiare e ubriacarsi all’impossibile; atteggiamento che onestamente non ho mai condiviso), si ritengano tanto brave, fedeli, e intelligenti (ovvio che il più delle volte sono proprio loro a fare le corna all’ignaro fidanzato e sono sempre giustificate; quanto all’intelligenza… non che manchi ma non emerge da altri discorsi) e nonostante si ritengano moderne e emancipate, molte considerano il fidanzato uno status symbol con annessi e connessi.
Ho realizzato inoltre quanto il femminismo abbia così rovinato la società, anziché rivendicare dei diritti giusti modificando la relazione tra i sessi, ha inutilmente imitato il maschilismo estremo, annullando i valori maschili (che non sono stati ridimensionati e messi in discussione, ma proprio annientati) e la paternità.
Mi infastidisce molto vedere i ragazzi e gli uomini non rispettati o continuamente derisi e ancor di più mi urtano tutti quei romanzi insulsi dove si propone l’addestramento del maschio o la "mammizzazione" del padre. La prima cosa che ho pensato di fronte ai sempre più frequenti casi di bullismo è stata l’abolizione della figura paterna. Mentre tutti danno la colpa alle famiglie, alle madri, alla scuola io ho osato dare la colpa all’assenza della figura paterna.
A cosa serve il padre? L’unica risposta che verrebbe data è: a mantenere la famiglia. Certo, perché no. Ma possibile che non abbia nient’altro da dire o da fare? Non può parlare, dare un consiglio? O dare uno scapaccione quando serve? No, è imbavagliato anche lui, e spesso ha paura di farsi valere con stuoli di madri appoggiate da nonne onnipresenti, baby sitters e qualsiasi cosa contenga estrogeni (premetto che a molti uomini vanno bene queste situazioni, salvo poi rendersi conto dei malanni tardi, quando i figli non li considerano e li umiliano e, soprattutto in caso di separazioni o divorzi, si trovano in trattative più con la suocera che con l’ex moglie…).
L’uomo, come è già ben stato detto in un articolo di questo sito è portatore d’ordine e regole. Noi donne tendiamo essere influenzate da eventi esterni o interni in modo molto differente dagli uomini: questi ultimi se ne distaccano più facilmente, tendendo a guardare la situazione con più obiettività e a volte realismo, "tenendo i piedi per terra". Riescono in questo modo a fare da contenitore all’ansia e alle esagerazioni tipicamente femminili. Quando è una donna a dare uno schiaffo può essere, a seconda della situazione un avvertimento o un sorpasso del limite. Quando è un uomo, invece, indica solo un sorpasso del limite ed è una punizione vera e propria.
Il padre è perciò colui che pone i limiti e aiuta i figli a svincolarsi dall’"onnipotente" figura materna: è colui che guida il figlio/a verso il mondo esterno, glielo presenta e gli/le fornisce gli strumenti per affrontarlo. Per i maschi, ovviamente il discorso è più complesso: il padre è il simbolo della mascolinità e indica loro l’uomo che saranno un domani. Ho visto cosa succede quando i ragazzi non hanno un punto di riferimento maschile: diventano psicologicamente delle donne (con in più un senso di colpa per essere maschi) con una notevole diminuzione dell’aggressività (quella positiva che è presente anche nelle donne per scopi diversi) e delle caratteristiche tipicamente maschili. Se poi in queste famiglie fossero presenti altre donne oltre alla madre, che, anche se non lo colpevolizzano per il fatto di essere maschio, non ascoltano i suoi problemi cercando di offrire delle soluzioni intelligenti adeguate al carattere della persona, e di stimolare comunque l’incontro con altri maschi, il ragazzo/bambino in questione rischia di non riuscire né a capire né a incanalare le proprie emozioni negative o positive che siano, mascherando le proprie fragilità dietro la figura del bulletto (cfr. il personaggio Nelson dei "Simpson") o isolandosi dagli altri. In entrambi i casi potrebbe cercare sollievo in alcool o droghe.
Wow, gran bella prospettiva!! Coraggio, che anche noi donne ce la possiamo fare: adesso sono saltate fuori le bulle che picchiano le malcapitate coetanee perché hanno le scarpe più belle delle loro. Meno male che le donne sono solidali e empatiche tra loro.
Il bullismo è comunque un problema complesso, che dipende anche dalla mancanza di insegnanti uomini e dalla costante presenza di insegnanti donne che non fanno altro che reprimere e incriminare le caratteristiche maschili (con questo non voglio dire che se due o più maschi si azzuffano non si debba intervenire, intendo dire che è scorretto che a SCUOLA vengano ridicolizzate le qualità maschili, e che i maschi non ottengano nessun ascolto per i loro problemi).
Direi che la società occidentale ha combinato un gran pasticcio con l’appoggio delle donne: non possiamo allevare i figli da sole (chiedete a vedove e ragazze madri quanto difficile sia) e nemmeno procreare da sole.
Tra coloro che tanto sbandierano la procreazione senza cellule maschili, c’è qualcuno che si è preoccupato della salute del bambino nell’arco della sua stessa vita? Mancando i cromosomi maschili, sarebbero compromessi i corretti funzionamenti degli organi e delle ghiandole? E la salute psichica? E il cervello stesso? Non è che a un certo punto potrebbe impazzire senza motivo?
La soluzione a mio avviso è ridurre l’onnipotenza e la superiorità femminili (favorita come ben sapete tutti dai media e dai giornali per poi essere contraddetta in modo stupido e volgare in certi programmi che gli italiani sembrano apprezzare) e rivalutare la mascolinità e la figura maschile in generale senza buonismi e false lodi ma considerarla per ciò che vale nella realtà e nella società.
P.S.: la pillola è stata inventata per regolarizzare il ciclo mestruale delle adolescenti. Solo successivamente è stata scoperta la funzione anticoncezionale. Inoltre il suo uso per molte donne non riguarda solo la contraccezione (esistono vari tipi di pillole in commercio a diversi dosaggi ormonali) ma favorisce anche il controllo (se non la scomparsa totale) di fibromi uterini, piaghe formatesi dopo il parto, cisti ovariche, ghiandole mammarie e acne. Durante la fase di pre-menopausa la pillola può garantire un completo " vuotamento" delle ovaie.
Per quanto concerne l’impotenza sessuale maschile, concordo personalmente sia causata da malessere psicologico: una delle funzioni dell’aggressività maschile (quella positiva) è la realizzazione e il mantenimento dell’erezione.
Logicamente, se questa caratteristica viene condannata continuamente, nell’uomo si crea una situazione di disagio e stress che trova espressione nella sfera sessuale.
Michela Mazzon - Luglio 2008



mercoledì 30 novembre 2011

Articolo di Paolo Barnard

Un bellissimo articolo di Paolo Barnard, ci vuole coraggio per ammettere certe cose e sfidare il linciaggio dei benpensanti.
Grazie a JanQuarius e al suo blog per averlo segnalato


"Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa. Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade? Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire".

Paolo Barnard

sabato 16 agosto 2008

Citazioni femministe




Questa è l'emancipazione femminile, quella che sostiene che le donne sono migliori degli uomini, che una società al femminile sarebbe giusta e non-violenta. Ecco cosa sostengono queste illuminate e assolutamente pacifiste signore:

"Ritengo che l'odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico, gli oppressi hanno il diritto di odiare l'intera classe che li sta opprimendo" -- Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.
"Io sostengo che lo stupro esista ogni volta che il rapporto sessuale non è stato avviato dalla donna, scaturito dal proprio desiderio e affetto genuino" -- Robin Morgan
"Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l'uomo è una macchina, un vibratore ambulante". Valerie Solanas, Authoress of the SCUM Manifesto
"Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco" -- Andrea Dworkin
"L'istituzione dei rapporti sessuali è anti-femminista" -- Ti-Grace Atkinson; Amazon Odyssey (p. 86)
"Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza" --Catherine Comins
"Quando una donna raggiunge l'orgasmo con un uomo lei sta solamente collaborando al sistema Patriarcale, erotizzando la propria oppressione..." - Sheila Jeffrys
"I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne" -- Andrea Dworkin
"Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono". -- Marilyn French
"L'unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion". Dichiarazione fatta da un'amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l'università per un totale di 600,000 dollari.
"Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini." -- Elizabeth Cady Stanton
"Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all'interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna". --Catherine MacKinnon
"Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finchè anche l'ultima loro voce verrà azzittita... allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale... e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo" ---Françoise d'Eaubonne, 1974
"Gli uomini sono di un altro pianeta, mandati qui in astronavi per copulare con le abitanti femmine del pianeta terra e propagare la specie- una missione per il quale la scienza li ha adesso resi del tutto inutili. Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma, dove potranno sussistere mangiando pizza e bevendo birra". --Rosie DiManno, giornalista del Toronto Star, Alberta Report, Gennaio 11, 1999, pag. 31
"Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili". --Cindy Ross
"La questione è molto semplice, ogni donna deve essere desiderosa di essere indentificata come una lesbica se vuole essere completamente femminista" --National NOW Times, Gennaio, 1988 (NOW= "National Organization of Women", la più grande e potente organizzazione femminista americana.)
"Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finchè il matrimonio non verrà abolito" --Sheila Cronan, Leader Femminista
"Affinchè i bambini vengano cresciuti con parità, dobbiamo portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi" --Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione al Wellesley College
"La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare ad uno dei suoi bambini più piccoli è ucciderlo". --Margaret Sanger, autrice di "Women and the New Race," p. 67
"Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini" --Sharon Stone
"Gli uomini sono degli animali." --Ireen von Wachenfeldt (femminista svedese)
"Gli uomini devono essere ridotti e mantenuti ad una percentuale di circa il 10% della razza umana" --Sally Miller Gearhart
"In una società patriarcale, ogni rapporto sessuale etero è uno stupro perchè le donne, come gruppo, non sono forti abbastanza per dare un consenso vero e proprio" --Catharine MacKinnon
"Gli uomini che sono in galera per stupro credono che sia la cosa più stupida di questo mondo... son stati messi in galera per un qualcosa che differisce molto poco da ciò che la maggior parte degli uomini fa e poi chiama "sesso". L'unica differenza è che quelli in galera son stati arrestati". --Catharine MacKinnon
“In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile." --Valerie Solanas
"La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m'interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m'interessa" --Marilyn French
"MASCHIO: ... rappresenta una variante o una deviazione della categoria della femmina. I primi maschi erano mutanti, il sesso maschile rappresenta una degenerazione e una deformazione di quello femminile.

UOMO: ... una obsoleta forma di vita, una creatura ordinaria che ha bisogno di essere controllata. Un polemico uomo-bambino."
--Estratto da un Dizionario Femminista (ed. Kramarae and Triechler, Pandora Press, 1985)
"I mass media trattano la violenza sulle donne, ad esempio lo stupro, le percosse e l'omicidio di mogli e fidanzate, o l'incesto maschile con i propri figli, come aberrazioni che riguardano solo l'individuo. Nascondendo il fatto che in verità qualsiasi violenza maschile nei confronti delle donne fa parte di una operazione pianificata." --Marilyn French

"Probabilmente l'unico posto in cui un uomo può davvero sentirsi sicuro è in una cella di massima sicurezza, salvo ovviamente la minaccia di una imminente liberazione." --Germaine Greer

"Una donna ha bisogno di un uomo tanto quanto un pesce ha bisogno di una bicicletta."
--Irina Dunn (1970)
"Ho molta difficoltà con l'idea che possa esistere un uomo ideale. Per quanto mi riguarda, i maschi sono il prodotto di un gene danneggiato. Loro fanno finta di essere normali ma tutto ciò che fanno è stare lì seduti con un sorrisino sulla faccia nel mentre che producono sperma. Lo fanno tutto il tempo. Non si fermano mai." --Germain Greer
"La sessualità dei maschi è sporca e violenta, e gli uomini talmente potenti che sono in grado di penetrare le donne per fotterle e riprogrammarle dal di dentro. Come Satana, gli uomini possiedono le donne, facendo si che le loro perverse fantasie finiscano poi per appartenere anche alle donne. Una donna che fa sesso con un uomo, quindi, lo fa contro la sua volontà, anche se non si sente costretta. " --Judith Levine
"Il sesso è la croce nel quale le donne vengono crocifisse. Il sesso può quindi solamente essere definito come stupro universale" --Hodee Edwards
"Mi chiedo se (Martin Luther King) abbia mai fatto qualcosa d'importante, o solamente fatto arrabbiare molta gente e causato un sacco di sommosse" --Pat Poole, membra del Consiglio della città di Melbourne, che si è opposta a nominare una via in onore a Martin Luther King
"Compara i resoconti delle vittime di stupro con quelli delle donne che hanno fatto sesso. Sono molto simili... L'unica grande differenza fra il sesso (normale) e lo stupro (anormale) è che il normale capita così spesso che è difficile far notare ad una persona ciò che di sbagliato c'è in esso" --Catherine MacKinnon
"Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso" --Andrea Dworkin
"Dio cambierà. Noi donne... cambieremo il mondo talmente tanto che Lui non troverà più spazio qui." --Naomi Goldenberg
"Il cuore degli uomini è freddo. Essi sono indifferenti." --Mother Jones
"Il Cromosoma maschile è un cromosoma femminile incompleto. In altre parole, il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi." --Valerie Solanas

"Ciao, io mi chiamo Mary Odiare-gli-Uomini-è-Divertente. Da quando ho imparato ad accettare la mia natura femminista, ho scoperto la grande gioia nel minacciare le vite degli uomini, frustando i fratelli dei club [NdR- le famose "fraternities" dei College Americani] e complottando per uccidere il patriarcato. Io odio i maschi proprio perchè son maschi." --Inizio di un discorso tenuto da una ragazza di nome Mary durante una conferenza femminista tenutasi all'Università del New Hampshire il 10 Marzo 2005. Dopo queste prime frasi della ragazza il pubblico, composto interamente da femministe, ha iniziato ad applaudire ed ha intonato una canzone sulla castrazione dei maschi.


"Gli uomini sono delle bestie, anche se persino le bestie non si comportano come gli uomini." --Brigitte Bardot

"Più vedo come son fatti gli uomini, e più preferisco i cani." --Madame de Staël

"Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne." --Andrea Lynne

lunedì 4 agosto 2008

Amiche



L'universo delle amiche è quanto di più affascinante e terribile ci riserva il mondo femminile. Una donna sola è spesso fragile di carattere, ma un gruppo di due o più amiche è uno scudo formidabile per la propria insicurezza. Dato che come abbiamo già visto, per le donne la propria immaginazione è più importante della realtà, un gruppo di donne affiatato vive in una realtà tutta diversa.
Le amiche si danno ragione a vicenda in una specie di partita a tennis e creano un proprio mondo immaginario in cui il maschio è qualcosa di cattivo da denigrare tra profusioni di risate. Se siete mai stati in un gruppo di amiche capirete benissimo quello che dico. Noi maschi siamo tutti stupidi, violenti e prevaricatori perché l'ha detto la TV o il gruppo delle amiche. Le esperidenze personali non sono importanti, perché la realtà, ancora una volta è secondaria rispetto ai capricci della donna. I rapporti tra amiche sono morbosi e le donne che sviluppano questo tipo di amicizia tendono a fare tutto con le proprie amiche, fino ad andare in bagno insieme. Questo rapporto in cui le donne si danno ragione a vicenda continuamente in ogni momento, le porta a crearsi un'autostima semplicemente esagerata che rischia di crollare di fronte alla dura realtà che, come sempre, non è come quella che si sono inventate. Meglio fuggire dalla realtà brutta e cattiva e piena di uomini malvagi e crearsene una in cui tutte le donne sono migliori degli uomini, infallibili e vegetariane. Non si applicherà a tutte, ma sfido qualunque uomo lì fuori che mi sta leggendo ora a dire se il 90% delle donne che ha conosciuto o con cui ci ha provato non è così.
Le amiche sono determinanti per la scelta del partner, ma come dimostrato dalle esperienze di vita di tutti, l'amicizia femminile è fondata sulla rivalità, perciò l'approvazione del gruppo di supporto non va all'uomo che potrebbe essere un buon partito, ma a quello che non minaccia il gruppo e soprattutto non suscita l'invidia del gruppo! Guai ad avere un ragazzo migliore di quello dell'amica, lei non te lo perdonerebbe mai! E allora meglio farlo denigrare e aspettare l'approvazione del prototipo del maschio idiocratico medio, che va bene più o meno a tutte. Non a caso le coppie che vedete in giro si somigliano tutte e l'uomo ha tutte le caratteristiche dettate dalla moda del momento. Fatevi un giro in centro e dimostratemi che non è così, nel 90% dei casi. Ve ne siete accorti? Allora potrebbe non essere troppo tardi.
Ho ricevuto un sacco di insulti su questo blog, guardacaso proprio di donne: leggetevi i loro blog e ditemi se non si comportano come ben descrivo io: ecco qui un evidentissimo caso di coda di paglia enorme.

mercoledì 16 luglio 2008

Primo impatto e incasellamenti.

Spesso il primo impatto è fondamentale per determinare se "funzionerà", questo è valido soprattutto per le donne, perché il primo sguardo è per loro una componente essenziale per giudicare.
Se siete uomini siete sotto giudizio, sempre, quindi bisogna essere sempre al massimo per poter ambire ad un giudizio positivo, ma non vuol dire solo essere al massimo esteticamente: bisogna ostentare quello che la donna desidera in quel momento. Non è facile capire esattamente cosa, lo si impara con l'esperienza: la donna da per scontato che tutti pensino quello che pensa lei, perché nella sua mente, lei detiene la verità e la cosa dovrebbe essere così scontata che tutti dovrebbero capirlo (come abbiamo già visto le opinioni della donna sono più importanti della realtà) quindi se non assecondi immediatamente il suo pensiero sei disprezzabile: ovviamente è impossibile pensare quello che pensa lei, ma ci si può provare imparando a conoscere il genere femminile. Ogni errore in questo senso ci fa perdere punti e quindi attrattiva.
Ma torniamo al primo incontro: possiamo vedere subito se soddisfiamo i requisiti della donna osservando come reagisce al nostro sguardo: se sbatte ripetutamente le ciglia al nostro sguardo, molto probabilmente non ci trova interessanti. Eè un riflesso condizionato che tradisce la sua opinione, cioé che non abbiamo soddisfatto i requisiti misteriosi che lei pretendeva. Non è una regola di vita, ma nove su dieci ci azzecca.
Se i requisiti non sono soddisfatti, per la donna in questione non esistiamo quindi non si farà problemi a trattarci come pezze da piedi: in questi casi bisogna essere fermi e mascolini e rispondere a tono. Non servirà a niente perché lei semplicemente si offenderà e correrà a raccontarlo alle amiche; non servirà a guadagnare rispetto perché siamo già stati incasellati al primo sguardo e nulla può cambiare questa cosa, ma almeno non ci faremo la fama di zerbini e questo potrebbe essere utile per mantenere una reputazione che ci consenta di continuare una sana vita sessuale. Non pensate nemmeno di provarci con le amiche della suddetta: l'incasellamento automatico viene confidato alle amiche che lo condividono quasi sempre, quindi sarebbe inutile insistere.

domenica 25 maggio 2008

Vacanze e locali


Come abbiamo già visto la società è spesso controllata da mani femminili ma non bisogna pensare a loschi giochi di potere in palazzi presidenziali, no la cosa è molto più sottile. Il condizionamento avviene nella vita di tutti i giorni, nelle decisioni anche più banali. Per esempio l'altra sera sono uscito in compagnia e c'erano tanti amici e le rispettive fidanzate. Quando si è trattato di scegliere il locale a cui andare, le ragazze sono state irremovibili e hanno preteso di andare nel locale a loro dire migliore.
Qual è il locale migliore? Quello più trendy del momento, che quindi attrae molte belle donne e lo rende ancora più trendy e così via in una sorta di circolo virtuoso o vizioso che sia. Perché è trendy? Perché è fatto in modo di piacere alle donne. Il locale trendy di solito è brutto, scomodo, costoso, ruomoroso e ci si beve male, ma agli occhi della donna sarà sempre il meglio perché le convinzioni sociali glielo impongono e perché le ragioni di una donna sono sempre più importanti della realtà come abbiamo già visto. Non importa che il locale sia brutto, se un amico, una rivista o il gruppo delle amichette le ha detto che è trendy, lo sarà automaticamente.
L'importante è che nel locale si balli. Dopo diversi corsi di latino americano ho imparato una cosa sconcertante sul rapporto donna-ballo: per molte donne il ballo è importante quanto il sesso, per altre addirittura di più, perché abituate talmente tanto al sesso come pagamento e quindi come sacrificio che usano il ballo come sfogo fisico.
E non fate mai l'errore di trovare sexy una donna per il modo in cui balla: spesso chi balla bene scopa male e vicerversa, se siete stati al carnevale di Rio come me capirete cosa intendo. Questo perché spesso le donne che si impegnano tanto nel ballo e che quindi diventano brave, lo sono perché sostituiscono il ballo al sesso con tutto ciò che ne consegue.
Veniamo ora al discorso vacanze.
Dopo un anno fatto di frustrazione e autonegazione arriva il fatidico momento della vacanza, che in questo caso diventa semplicemente sfogo fisico. Per molte donne la vacanza è il mare, perché inconsciamente mette a nudo il corpo cioé quello che ha da offrire e che sa attrarrà il maschio che lei sceglierà.
Al mare la comodità è identificare subito il soggetto adatto, visto che lo standard femminile è altissimo. Qui c'è poco da fare: muscoli scolpiti e sana abbornzatura e soprattutto sicurezza in se stessi sono fondamentali, altrimenti si viene solo presi in giro.
Qaul è la donna migliore in questi casi? Ci sono diverse tipologie, ma di solito una categoria è la migliore:
spesso ci sono ragazze che si fidanzano da giovani, magari alla scuola superiore, e passano col loro fidanzatino un sacco di anni, magari sognando il rassicurante matrimonio. Conoscendo gente diversa si rendono poi conto che il fidanzatino ha esaurito il suo compito (di solito iniziarle al sesso) e si lasciano. In questo periodo la donna impara a usare il suo corpo per creare desiderio e si lascia andare ad avventure per apprendere sempre di più sul sesso, strumento che le servirà per catturare l'esemplare migliore e sposarselo. E' una fase che dura più o meno un anno, secondo personali statistiche. Ecco, questo è il periodo migliore: una donna single in attesa di sistemarsi è un obiettivo succulento e se rispondete alle caratteristiche medie del maschio idiocratico (prestanza fisica, mentalità estremamente banale e rassicurante, carattere dominante al limite del tirannico) quasi sicuramente andrete a letto con lei.
Non funziona sempre, ma nel 99% dei casi sì.
Se invece siete gli amici fedeli su cui lei può sempre contare, alla prima occasione di vacanza solitaria sarete i primi a scoprire da lei, con entusiasmo, i particolari della sua più acrobatica scopata con un altro. Il fatto che la cosa vi faccia soffrire è per lei motivo di piacere, anche se probabilmente è una caratteristica inconscia, quindi inutile crucciarsi più di tanto. Se voi vi azzardaste a raccontarle particolari analoghi della vostra esperienza sareste solo dei porci maniaci "sporchi", questo per rientrare nelle pastoie sociali che ogni donna condivide e di cui gode, perché garantisce il potere sulla razza maschile.
Siete degli amanti adoranti che aspettano il ritorno della loro bella dalla vacanza? Mettetevi il cuore in pace e crcatevi un'altra: quando la vostra amata vi presenterà con gli occhi che brillano il suo attuale stallone, sarebbe triste doversi presentare da soli.

sabato 24 maggio 2008

La verità sulla bellezza

Ieri ho fatto quello che viene definito un threesome mff o, più banalmente sesso a tre, io più due ragazze.
Questa non è una vanteria, è una cosa che mi succede e che trovo molto appagante, ma il succo del discorso non è certo voler dire "io faccio queste cose e me ne vanto", ma solo di raccogliere impressioni sui diversi tipi di donne e sul loro strano atteggiamento verso il sesso.
Anzitutto dai miei post precedenti potrebbe sembrare che le donne siano tutte uguali: non è vero e non bisogna mai cadere in questo luogo comune, che tra l'altro vi inimicherà gran parte del gentil sesso. Le basi del comportamento femminile sono sempre le stesse e questa è ormai una tradizione sociale ampiamente fossilizzata e accettata: qualsiasi uomo si lamenterà della sua donna allo stesso modo e per gli stessi motivi, prima o poi, però ci sono differenze tra donne che meritano di essere apprese
Tornando al threesome ho potuto toccare con mano la differenza tra donne che vivono l'esperienza più bella del mondo con naturalezza e altre che la demonizzano e la ritengono un privilegio da dispensare a chi ne è degno.
Chiameremo le due ragazze con nomi fasulli: Lisa è quella con cui ho più confidenza e conosco da più tempo e che mi ha proposto la cosa a tre, Chantal è invece la sua amica, conosciuta solo pochi giorni fa.
Chantal
è stupenda: un fisico da paura, perfezione pura anche nel viso. Lisa ha dei bei tratti mediterranei ma non è bella come la sua amica e lo sa.
A letto è Lisa a prendere l'iniziativa: Lisa con me si sente al sicuro e io non le concedo nulla di più che queste serate di sesso. Non la vado a prendere ogni volta che ha bisogno, non la vado a consolare quando piange, non le vado a comprare i fiori quando fa i capricci. Se facessi così sarei suo suddito e per lei perderei ogni attrattiva perché saprebbe di avermi sempre disponibile, quindi non faremmo più sesso insieme. La donna vuole Sicurezza non piagnistei.
Questo rapporto invece in cui io so cosa voglio e lei sa cosa vuole da me funziona perfettamente perché io le do chiarezza e sicurezza. E buon sesso, ma questa è una cosa che si acquista con l'epsperienza.
Chantal ha invece un atteggiamento diverso: lei vuole vendicarsi del suo fidanzato che la tratta male e ha scelto me come arma: ma a letto è impacciata, fredda, inerte. Mentre Lisa ci mette tutta se stessa per compiacermi, Chantal non sa cosa fare: per lei è impossibile che io preferisca Lisa! Lei pensa "ma come, io sono bella, ho il culo a mandolino, la peluria rasata e due tette perfette, cosa devo fare di più?"
Lei è abituata al sesso come pagamento perché la sua bellezza è l'unica cosa che conta, non le passa nemmeno per la mente che il sesso si fa in due.Il ragazzo di Chantal è ovviamente il prototipo idiocratico di maschio medio, che avrà sempre successo con il tipo di donna che è Chantal e lei, grazie a questa preferenza non saprà mai "cosa deve fare". Rapporti come questo uccidono il buon sesso e la capacità di uomini e donne di essere appagati, e tutto nasce dal fatto che l'aspettativa femminile e quella di continuare a pagare con il sesso i propri compagni che stupidamente si accontentano, e puntare tutto sulla bellezza fisica fine a se stessa.
Il corpo umano è bello da vedere ma anche da usare: una bella donna che non sa scopare è avere una Ferrari in garage e non poterla mai guidare; purtroppo la società e le imposizioni culturali ampiamente volute da una certa oligarchia femminile (le donne ci dominano, volenti o nolenti e a molti uomini questo piace) ha portato a questo.