mercoledì 30 novembre 2011

Articolo di Paolo Barnard

Un bellissimo articolo di Paolo Barnard, ci vuole coraggio per ammettere certe cose e sfidare il linciaggio dei benpensanti.
Grazie a JanQuarius e al suo blog per averlo segnalato


"Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa. Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade? Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire".

Paolo Barnard

mercoledì 8 aprile 2009

Un bel pezzo trovato in rete


Che altro aggiungere? E' uno sfogo, ma quanti di voi si sono sentiti allo stesso modo? RIfletteteci!

Odio le donne -- parlo di quelle che conosco perché le frequento o le ho frequentate -- ragazze tra i sedici e i trent'anni, nell'arco di età che si situa dopo che la vita ha fatto loro comprendere con quali armi micidiali possano tenerci in pugno e prima che, in un modo o nell'altro, si ritrovino vittime di se stesse. Le «odio» perché esistono; può sembrare scarno, come motivo, ed in effetti lo sarebbe, se non fosse completato dal resto: esistiamo anche noi.
« Le vedi camminare insieme... » diceva la canzone, ed è la situazione peggiore, perché quando si raggruppano la loro potenza diventa micidiale, la loro perfidia oltrepassa ogni limite, ed il mio odio raggiunge vette stellari. Le donne sono incapaci di incertezze già da sole, almeno per tutto ciò che riguarda l'interazione con gli uomini, ma ritrovarsi in gruppo (e due è già troppo quando si tratta di "loro") dà loro un'attitudine addirittura euforica, in quella irritante sicurezza.
Odio le donne, e la loro abitudine a giudicarci, senza mai avere dei dubbi su se stesse; odio il loro modo di aspettarsi sempre qualcosa da noi, eterni giullari, servitori e confidenti, sempre presenti e sempre imperfetti, di ritenersi in diritto di eseguire quella umiliante serie di «esami» cui ci sottopongono quando le conosciamo, e detesto il loro modo di trarre delle conclusioni, sempre con quell'aria da giudici infallibili, convinte di cogliere l'essenza delle nostre anime da quelle quattro cazzate che ci costringono a dire affinché l'approccio contenga la giusta quantità di "simpatia" che loro, miopi e superficiali, esigono ad ogni prima impressione. Le odio perché amano i cinici, quelli che si presentano senza debolezze, e soprattutto senza interesse apparente nei loro confronti. Le odio perché se amano certa gente è perché vogliono sempre avere l'impressione di essere state loro a decidere, come se la volontà dell'altro non contasse un cazzo. Le odio, perché credono che le frasi idiote e preconfezionate dei primi discorsi siano sufficienti a fare «conoscere» le persone (e, si sa, che la danno solo se ci si conosce...).
Le odio, perché hanno ossessioni mostruose, e non le confessano mai; un po' perché non ne hanno il coraggio (di fronte a se stesse, naturalmente, perché del nostro giudizio, ai nostri giudici, non interessa granché), un po' perché amano mantenere tutti i loro privilegi, ivi compreso quello di potersi fingere schifate venendo a conoscenza delle nostre. Le odio, perché se a letto qualcosa non funziona, non si domandano mai se è stato il loro modo di farlo che ha rovinato tutto (e a volte sono pezzi di legno inerti, che aspettano, preda di oscene convulsioni, l'orgasmo che graziosamente porgiamo loro senza porci domande -- perché non pensiamo più di avere il diritto di porgercene), mentre per noi sono grandi paranoie.
Aborro il loro vittimismo. Ci avessero reso schiavi, per vendicarsi di secoli di oppressione, avrei capito. Ma hanno scelto la strada più vile: il loro predominio è palese da ormai trent'anni, ma non smetteranno mai di lamentarsi, perché ci si gode di più, a comandare facendo finta di essere sottomesse. Sono preda di maniacali ossessioni igienico-alimentari-salutiste dalla più tenera età (il che significa, in particolare, che si fanno schifare da qualunque cosa non sia una loro schifezza), isteriche ed incostanti, inaffidabili e genericamente insopportabili, eppure non sanno fare altro che criticare il nostro stile di vita, addossandoci sempre le colpe dei nostri stereotipi.
Temo e sono disgustato più di ogni altra cosa al mondo dalla loro incostanza, il modo che hanno di cambiare radicalmente in un battito d'ali di farfalla, la maniera in cui sanno trasformarsi nei mostri più freddi e malvagi (in grado di colpire con le parole più che con ogni altra arma, perché il loro vittimismo giustifica ai loro occhi qualsiasi cattiveria verbale e morale) per «punirci» delle nostre colpe (lo facessero almeno per difendersi, ma invece no, loro lo fanno perché meritiamo una punizione). Mi distrugge la loro capacità di dimenticare, di voltare pagina come se niente fosse, di cancellarci e sostituirci in men che non si dica con un altro fantoccio, per cui possono ricominciare a dispensare il miele che permetterà loro di fare più male, alla fine.
Mi inorridisce il loro maternalismo, il loro modo di non prenderci mai sul serio, di trattarci sempre come dei bambini, capricciosi od ingenui a seconda dei casi, di ritenere normale che il diritto di incazzarsi sia solo il loro, mentre quando siamo noi a farlo nella migliore delle ipotesi ci guardano con un sorriso bonario ed un pensiero in testa ( « non puoi capire... » ) e nella peggiore si infuriano, scandalizzate per la nostra minima critica. Le detesto, perché non hanno pietà, e ci servono i peggiori voltafaccia con sorriso candido, cuore colmo di malafede, ed armi affilate per difendersi attaccando, alla prima protesta. Odio lo sguardo con cui sanciscono che ogni nostro interesse è puerile, mentre le loro stronzate (che non cito per pietà, ma potrei cominciare parlando di quelle pseudo-culturali, per continuare con quelle pseudo-sportive e finire con quelle pseudo-sessual-distensive) sono diritto inalienabile ed incriticabile.
Odio il loro terrore di sentirsi «cattive», che le spinge alle peggiori ipocrisie, alle peggiori fandonie, prima di ammettere la verità, quando questa le mette in cattiva luce. Le odio, perché passiamo anni cercando di costruire un legame indistruttibile, svendendo a buon mercato parti importantissime di noi, per poi scoprire, oltretutto quasi sempre senza che siano loro ad ammetterlo, che abbiamo tirato un leggero filo, sempre pronto a spezzarsi. Le odio perché sanno guardare quel filo tendersi senza nessuna paura, e mentre noi moriamo di terrore, impotenti di fronte al rischio che si spezzi, loro approfittano dell'evenienza per torturarci meglio.
Odio il loro modo di cercare degli schiavi, inetti e docili, che possano dominare, e su cui possano sfogare la loro intima frustrazione, eternamente derivante dalla loro pochezza, che loro sentono, ma che stonerà per sempre con l'immagine di perfezione che dipingiamo loro addosso. Le odio, appunto, perché noi, artisti appassionati e devoti, dedichiamo la vita a riempire il loro mondo, possiamo scannarci l'un l'altro per una di loro, e buttiamo via metà della vita, prima a cercare, poi a dare, poi a cercare di mantenere, per poi sentirci inevitabilmente rinfacciare ciò che loro ci hanno dato.
Le odio perché hanno bisogno di noi come noi di loro (a volte di più, addirittura), ma sono talmente abituate a farsi desiderare (e odio anche noi che non sappiamo trattenerci dal desiderarle), che quasi non se ne accorgono più, e sognano un mondo in cui nessuno più le «disturbi», arrivando addirittura a nascondere a se stesse che la fine degli uomini che cercano le donne sarebbe la fine delle donne (e non parlo del meccanismo biologico delle api e dei fiori, qui, ma delle implicazioni psicologiche...).
Le odio, infine, perché non sono tutte così, ma quelle che lo sono (che sonocomunque maggioritarie), sono talmente stronze, che mi spingono a dimenticare che ne esistono altre, e che, tutte insieme, stronze e meno stronze (chiamiamole "le accettabili...") in fondo, le amo...

martedì 27 gennaio 2009

Voltiamo pagina


Quello che non manca mai di stupirmi nell'atteggiamento di molte persone (guardacaso per la maggior parte di genere femminile) è il modo di porsi nei confronti dell'amore. Esistono decine di ragazze che si innamorano perdutamente del proprio uomo, arrivando a svilupparne un'ossessione e poi semplicemente se ne stufano. Può succedere a tutti e poi saltano fuori quelle frasi fatte che si chiamano "Periodi di riflessione" o "di pausa" che non vogliono dire nulla: significa che una dei due ha deciso di lasciare l'altro ma non ha ancora il coraggio di stare da sola. Quando finisce il periodo di riflessione? Quando uno dei due trova un altro. La cosa curiosa è che la donna, quella stessa che si struggeva e soffriva per "l'amore della sua vita", è capace di metterci una pietra sopra in pochi giorni e cominciare a rifare le stesse moine a uno appena conosciuto. Ricordo infatti che la donna decide di chi innamorarsi e una volta fatta la scelta riesce a farlo perdutamente, senza porsi troppi problemi su quello che è stato prima. Nascono anche discorsi vuoti e preconfezionati sulla falsariga di "restiamo amici" e "non ti voglio perdere" solo per dare un contentino e togliersi dai piedi l'ex, che da oggetto del desiderio è diventato improvvisamente una stupida palla al piede, di solito perché quello nuovo scopa meglio. Rassegnatevi, è una ex, l'avete già persa.
Anche se siete semplici amici, le ragazze escono con la compagnia del proprio partner, non certo con voi, che ormai siete diventati noiosi e abitudinari.
La prima cosa che farà la ragazza è stabilire la sua presenza nella compagnia del nuovo ragazzo. Quelli saranno i suoi nuovi fedelissimi amici: quelli che aveva prima non esistono più, anche se tanto teneramente "non voleva perderli".
Spesso il nuovo ragazzo è solo un passaggio, una transizione, che serve alla ragazza per chiudere il precedente capitolo amoroso. Terminato il passatempo, nella nuova compagnia avrà già adocchiato il (e sarà già stata vittima delle attenzioni del) nuovo maschio idiocratico medio, che di lì a poco diventerà il suo nuovo partner sessuale e probabilmente grande amore. Non sfuggirà ai lettori più attenti che questo accade nella stessa compagnia in cui è presente l'attuale partner. Ciò vuol dire che la nostra simpatica appena arrivata ci proverà o ci starà con un amico del suo ragazzo temporaneo.
Di solito non è un problema: si volta ancora una volta pagina e ancora una volta "non ti voglio perdere restiamo amici". L'amico che beneficerà da ora in poi delle graziose cosce aperte, non si porrà certo troppi problemi.
Chiunque vi dirà che preferirebbe perdere un amore che un amico, che il proprio amico non si tradisce mai, che tra ragazza e amico si sceglie sempre l'amico. Sono balle. A parole è tutto facile, ma nella vita reale, anche l'amico più caro che avete preferirà sempre il triangolo di pelo a voi. E per tener fede ai sani principi di amicizia, troverà comunque mille scusanti, sostenendo sempre e comunque che a un amico non si porta mai via la ragazza, anche mentre se la sta scopando in diverse posizioni.
In tutta la trafila è interessante notare come la suddetta si orienterà sempre e comunque verso quello che a detta di tutti è considerato un coglione: ancora una volta l'idiocrazia fa la sua parte, proponendo come sessualmente irresistibile un uomo mediocre e spesso stupido, ma di certo adatto alle esigenze della nostra infoiata, che per l'occasione regredisce ad uno stadio di comportamento quasi da adolescente in calore.

sabato 16 agosto 2008

Citazioni femministe




Questa è l'emancipazione femminile, quella che sostiene che le donne sono migliori degli uomini, che una società al femminile sarebbe giusta e non-violenta. Ecco cosa sostengono queste illuminate e assolutamente pacifiste signore:

"Ritengo che l'odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico, gli oppressi hanno il diritto di odiare l'intera classe che li sta opprimendo" -- Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.
"Io sostengo che lo stupro esista ogni volta che il rapporto sessuale non è stato avviato dalla donna, scaturito dal proprio desiderio e affetto genuino" -- Robin Morgan
"Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l'uomo è una macchina, un vibratore ambulante". Valerie Solanas, Authoress of the SCUM Manifesto
"Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco" -- Andrea Dworkin
"L'istituzione dei rapporti sessuali è anti-femminista" -- Ti-Grace Atkinson; Amazon Odyssey (p. 86)
"Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza" --Catherine Comins
"Quando una donna raggiunge l'orgasmo con un uomo lei sta solamente collaborando al sistema Patriarcale, erotizzando la propria oppressione..." - Sheila Jeffrys
"I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne" -- Andrea Dworkin
"Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono". -- Marilyn French
"L'unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion". Dichiarazione fatta da un'amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l'università per un totale di 600,000 dollari.
"Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini." -- Elizabeth Cady Stanton
"Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all'interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna". --Catherine MacKinnon
"Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finchè anche l'ultima loro voce verrà azzittita... allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale... e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo" ---Françoise d'Eaubonne, 1974
"Gli uomini sono di un altro pianeta, mandati qui in astronavi per copulare con le abitanti femmine del pianeta terra e propagare la specie- una missione per il quale la scienza li ha adesso resi del tutto inutili. Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma, dove potranno sussistere mangiando pizza e bevendo birra". --Rosie DiManno, giornalista del Toronto Star, Alberta Report, Gennaio 11, 1999, pag. 31
"Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili". --Cindy Ross
"La questione è molto semplice, ogni donna deve essere desiderosa di essere indentificata come una lesbica se vuole essere completamente femminista" --National NOW Times, Gennaio, 1988 (NOW= "National Organization of Women", la più grande e potente organizzazione femminista americana.)
"Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finchè il matrimonio non verrà abolito" --Sheila Cronan, Leader Femminista
"Affinchè i bambini vengano cresciuti con parità, dobbiamo portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi" --Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione al Wellesley College
"La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare ad uno dei suoi bambini più piccoli è ucciderlo". --Margaret Sanger, autrice di "Women and the New Race," p. 67
"Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini" --Sharon Stone
"Gli uomini sono degli animali." --Ireen von Wachenfeldt (femminista svedese)
"Gli uomini devono essere ridotti e mantenuti ad una percentuale di circa il 10% della razza umana" --Sally Miller Gearhart
"In una società patriarcale, ogni rapporto sessuale etero è uno stupro perchè le donne, come gruppo, non sono forti abbastanza per dare un consenso vero e proprio" --Catharine MacKinnon
"Gli uomini che sono in galera per stupro credono che sia la cosa più stupida di questo mondo... son stati messi in galera per un qualcosa che differisce molto poco da ciò che la maggior parte degli uomini fa e poi chiama "sesso". L'unica differenza è che quelli in galera son stati arrestati". --Catharine MacKinnon
“In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile." --Valerie Solanas
"La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m'interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m'interessa" --Marilyn French
"MASCHIO: ... rappresenta una variante o una deviazione della categoria della femmina. I primi maschi erano mutanti, il sesso maschile rappresenta una degenerazione e una deformazione di quello femminile.

UOMO: ... una obsoleta forma di vita, una creatura ordinaria che ha bisogno di essere controllata. Un polemico uomo-bambino."
--Estratto da un Dizionario Femminista (ed. Kramarae and Triechler, Pandora Press, 1985)
"I mass media trattano la violenza sulle donne, ad esempio lo stupro, le percosse e l'omicidio di mogli e fidanzate, o l'incesto maschile con i propri figli, come aberrazioni che riguardano solo l'individuo. Nascondendo il fatto che in verità qualsiasi violenza maschile nei confronti delle donne fa parte di una operazione pianificata." --Marilyn French

"Probabilmente l'unico posto in cui un uomo può davvero sentirsi sicuro è in una cella di massima sicurezza, salvo ovviamente la minaccia di una imminente liberazione." --Germaine Greer

"Una donna ha bisogno di un uomo tanto quanto un pesce ha bisogno di una bicicletta."
--Irina Dunn (1970)
"Ho molta difficoltà con l'idea che possa esistere un uomo ideale. Per quanto mi riguarda, i maschi sono il prodotto di un gene danneggiato. Loro fanno finta di essere normali ma tutto ciò che fanno è stare lì seduti con un sorrisino sulla faccia nel mentre che producono sperma. Lo fanno tutto il tempo. Non si fermano mai." --Germain Greer
"La sessualità dei maschi è sporca e violenta, e gli uomini talmente potenti che sono in grado di penetrare le donne per fotterle e riprogrammarle dal di dentro. Come Satana, gli uomini possiedono le donne, facendo si che le loro perverse fantasie finiscano poi per appartenere anche alle donne. Una donna che fa sesso con un uomo, quindi, lo fa contro la sua volontà, anche se non si sente costretta. " --Judith Levine
"Il sesso è la croce nel quale le donne vengono crocifisse. Il sesso può quindi solamente essere definito come stupro universale" --Hodee Edwards
"Mi chiedo se (Martin Luther King) abbia mai fatto qualcosa d'importante, o solamente fatto arrabbiare molta gente e causato un sacco di sommosse" --Pat Poole, membra del Consiglio della città di Melbourne, che si è opposta a nominare una via in onore a Martin Luther King
"Compara i resoconti delle vittime di stupro con quelli delle donne che hanno fatto sesso. Sono molto simili... L'unica grande differenza fra il sesso (normale) e lo stupro (anormale) è che il normale capita così spesso che è difficile far notare ad una persona ciò che di sbagliato c'è in esso" --Catherine MacKinnon
"Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso" --Andrea Dworkin
"Dio cambierà. Noi donne... cambieremo il mondo talmente tanto che Lui non troverà più spazio qui." --Naomi Goldenberg
"Il cuore degli uomini è freddo. Essi sono indifferenti." --Mother Jones
"Il Cromosoma maschile è un cromosoma femminile incompleto. In altre parole, il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi." --Valerie Solanas

"Ciao, io mi chiamo Mary Odiare-gli-Uomini-è-Divertente. Da quando ho imparato ad accettare la mia natura femminista, ho scoperto la grande gioia nel minacciare le vite degli uomini, frustando i fratelli dei club [NdR- le famose "fraternities" dei College Americani] e complottando per uccidere il patriarcato. Io odio i maschi proprio perchè son maschi." --Inizio di un discorso tenuto da una ragazza di nome Mary durante una conferenza femminista tenutasi all'Università del New Hampshire il 10 Marzo 2005. Dopo queste prime frasi della ragazza il pubblico, composto interamente da femministe, ha iniziato ad applaudire ed ha intonato una canzone sulla castrazione dei maschi.


"Gli uomini sono delle bestie, anche se persino le bestie non si comportano come gli uomini." --Brigitte Bardot

"Più vedo come son fatti gli uomini, e più preferisco i cani." --Madame de Staël

"Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne." --Andrea Lynne

mercoledì 13 agosto 2008

Criminale!


Sei un normale individuo di sesso maschile? magari ti piace mangiare un po' di tutto? Hai una sana attività sessuale? Si?
Allora sei un criminale.
Noi uomini siamo questo. Per il solo fatto di essere nati col sesso maschile siamo automaticamente accusati e condannati: tutte le peggiori catastrofi del mondo sono colpa nostra, perché siamo porci maniaci. Non è vittimismo, è la realtà! Anche solo guardare con interesse una ragazza incrociata per strada può causare una denuncia per molestie e una denuncia di questo tipo equivale a una condanna. Prima ancora di determinare le circostanze, quasi sicuramente finisci in galera perché la parola della donna è l'unica che conta. Avete idea di quanta gente è finita dentro per false accuse di stupro?
Credete che mi inventi le cose? Ecco un po' di fonti:

Link 1
Link 2
Link 3

E leggetevi anche le altre notizie presenti su quel sito. Non sono invenzioni, arrivano tutte da agenzie di stampa indipendenti e tracciano un chiaro quadro di quanto il femminismo ha potere su di noi.
Quest'arma è potentissima: è sufficiente che una donna sia infastidita o annoiata o qualunque altra cosa e che si limiti a puntare il dito su uno qualsiasi. Potresti essere tu, potrei essere io, potrebbe essere tuo padre, tuo figlio, tuo fratello. Basta che una qualsiasi punti il dito e lui automaticamente è condannato. Potrebbe non finire in carcere, potrebbe essere provata la sua innocenza prima che il malcapitato finisca dentro (e sapete bene cosa succede ad uno che è accusato di violenza sessuale in carcere, innocente o meno), ma comunque gli resterà quella fama, perché come abbiamo visto più volte le convinzioni della donna sono più importanti della realtà e spesso e volentieri le donne si coalizzano, pertanto l'innocente accusato ingiustamente, agli occhi delle donne sarà comunque colpevole, al massimo verrà giudicato un porco maniaco che è scampato alla legge per merito dell'avvocato; non sfiorerà mai il loro cervello l'idea che possa essere davvero innocente, perché è un uomo, quindi una bestia in calore senza alcuna importanza.
Sento parlare sempre più spesso di pari opportunità, leggi che garantiscono alle donne posti sicuri a scapito dei loro colleghi maschi, poiché si sentono discriminate.
Fateci caso: i posti garantiti dalle leggi sulle pari ooportunità sono sempre di potere. Avete mai visto donne richiedere a gran voce pari opportunità su un lavoro in miniera? E se domani venisse proposta una legge per garantire che tutti i minatori devono essere per foza divisi in un 50% di uomini e un 50% di donne?
State tranquilli, una legge del genere non verrà mai proposta, la lobby femminista è troppo forte e non lo consentirebbe.
E guai a dire le cose come stanno: sareste solo porci maniaci da accusare di stupro alla prima occasione.
Un link sulla disparità di trattamento tra uomini e donne in tribunale:

Link 4

lunedì 4 agosto 2008

Amiche



L'universo delle amiche è quanto di più affascinante e terribile ci riserva il mondo femminile. Una donna sola è spesso fragile di carattere, ma un gruppo di due o più amiche è uno scudo formidabile per la propria insicurezza. Dato che come abbiamo già visto, per le donne la propria immaginazione è più importante della realtà, un gruppo di donne affiatato vive in una realtà tutta diversa.
Le amiche si danno ragione a vicenda in una specie di partita a tennis e creano un proprio mondo immaginario in cui il maschio è qualcosa di cattivo da denigrare tra profusioni di risate. Se siete mai stati in un gruppo di amiche capirete benissimo quello che dico. Noi maschi siamo tutti stupidi, violenti e prevaricatori perché l'ha detto la TV o il gruppo delle amiche. Le esperidenze personali non sono importanti, perché la realtà, ancora una volta è secondaria rispetto ai capricci della donna. I rapporti tra amiche sono morbosi e le donne che sviluppano questo tipo di amicizia tendono a fare tutto con le proprie amiche, fino ad andare in bagno insieme. Questo rapporto in cui le donne si danno ragione a vicenda continuamente in ogni momento, le porta a crearsi un'autostima semplicemente esagerata che rischia di crollare di fronte alla dura realtà che, come sempre, non è come quella che si sono inventate. Meglio fuggire dalla realtà brutta e cattiva e piena di uomini malvagi e crearsene una in cui tutte le donne sono migliori degli uomini, infallibili e vegetariane. Non si applicherà a tutte, ma sfido qualunque uomo lì fuori che mi sta leggendo ora a dire se il 90% delle donne che ha conosciuto o con cui ci ha provato non è così.
Le amiche sono determinanti per la scelta del partner, ma come dimostrato dalle esperienze di vita di tutti, l'amicizia femminile è fondata sulla rivalità, perciò l'approvazione del gruppo di supporto non va all'uomo che potrebbe essere un buon partito, ma a quello che non minaccia il gruppo e soprattutto non suscita l'invidia del gruppo! Guai ad avere un ragazzo migliore di quello dell'amica, lei non te lo perdonerebbe mai! E allora meglio farlo denigrare e aspettare l'approvazione del prototipo del maschio idiocratico medio, che va bene più o meno a tutte. Non a caso le coppie che vedete in giro si somigliano tutte e l'uomo ha tutte le caratteristiche dettate dalla moda del momento. Fatevi un giro in centro e dimostratemi che non è così, nel 90% dei casi. Ve ne siete accorti? Allora potrebbe non essere troppo tardi.
Ho ricevuto un sacco di insulti su questo blog, guardacaso proprio di donne: leggetevi i loro blog e ditemi se non si comportano come ben descrivo io: ecco qui un evidentissimo caso di coda di paglia enorme.

mercoledì 16 luglio 2008

Primo impatto e incasellamenti.

Spesso il primo impatto è fondamentale per determinare se "funzionerà", questo è valido soprattutto per le donne, perché il primo sguardo è per loro una componente essenziale per giudicare.
Se siete uomini siete sotto giudizio, sempre, quindi bisogna essere sempre al massimo per poter ambire ad un giudizio positivo, ma non vuol dire solo essere al massimo esteticamente: bisogna ostentare quello che la donna desidera in quel momento. Non è facile capire esattamente cosa, lo si impara con l'esperienza: la donna da per scontato che tutti pensino quello che pensa lei, perché nella sua mente, lei detiene la verità e la cosa dovrebbe essere così scontata che tutti dovrebbero capirlo (come abbiamo già visto le opinioni della donna sono più importanti della realtà) quindi se non assecondi immediatamente il suo pensiero sei disprezzabile: ovviamente è impossibile pensare quello che pensa lei, ma ci si può provare imparando a conoscere il genere femminile. Ogni errore in questo senso ci fa perdere punti e quindi attrattiva.
Ma torniamo al primo incontro: possiamo vedere subito se soddisfiamo i requisiti della donna osservando come reagisce al nostro sguardo: se sbatte ripetutamente le ciglia al nostro sguardo, molto probabilmente non ci trova interessanti. Eè un riflesso condizionato che tradisce la sua opinione, cioé che non abbiamo soddisfatto i requisiti misteriosi che lei pretendeva. Non è una regola di vita, ma nove su dieci ci azzecca.
Se i requisiti non sono soddisfatti, per la donna in questione non esistiamo quindi non si farà problemi a trattarci come pezze da piedi: in questi casi bisogna essere fermi e mascolini e rispondere a tono. Non servirà a niente perché lei semplicemente si offenderà e correrà a raccontarlo alle amiche; non servirà a guadagnare rispetto perché siamo già stati incasellati al primo sguardo e nulla può cambiare questa cosa, ma almeno non ci faremo la fama di zerbini e questo potrebbe essere utile per mantenere una reputazione che ci consenta di continuare una sana vita sessuale. Non pensate nemmeno di provarci con le amiche della suddetta: l'incasellamento automatico viene confidato alle amiche che lo condividono quasi sempre, quindi sarebbe inutile insistere.